"SCIOGLIMENTI ED INCANDIDABILITA' "

L'intreccio tra scioglimento del Consiglio Comunale e fallace incandidabilità dei responsabili

L'attualità riguardante l'accoglimento in appello del ricorso sull'incandidabilità di alcuni amministratori del Comune di Nardodipace, ridà lo spunto per reiterare le considerazioni già proposte a proposito delle candidature alle recenti elezioni nel Comune di Mongiana.

Sicuramente, se non altro, il Comune di Nardodipace torna alla sua normale attività amministrativa, così liberato dal peso di un iter procedurale, tutto sommato illogico ed incoerente, dall'esito prevedibile, seppure attraverso gli insidiosi passaggi giudiziari.

Il 21 ottobre 2013 Romano Loielo, in qualità di ex sindaco del Comune commissariato per infiltrazioni mafiose nel dicembre 2011, era stato dichiarato incandidabile con sentenza del 21 ottobre 2013 emessa dal Tribunale di Vibo Valentia. Naturalmente l'appello per la riforma, proponibile ed effettivamente proposto in secondo grado, ha consentito all'ex sindaco di ricandidarsi alle elezioni del 18 novembre 2013, legittimamente sfruttando l'opportunità di correre per il seggio di primo cittadino.

Ai fatti, poi, la compagine da lui guidata ha decisamente vinto, con ampio consenso, le elezioni per amministrare il Comune.

Alfine, la sentenza di secondo grado emanata dalla Corte d'Appello di Catanzaro nei giorni scorsi, ha ridato la certezza al Sindaco in carica di poter amministrare, poiché, per legge, al momento delle elezioni del 2013, non era incandidabile. Ciò perché era già stato scomputato il turno di incandidabilità, grazie alle elezioni già svolte nel frattempo. In realtà le trascorse elezioni, pur non riguardando il Comune sciolto, avevano in ogni caso conseguito l'effetto correttivo voluto dalla norma. La generica formulazione dell'inciso normativo, che detta “gli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento (…) alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, che si svolgono nella regione nel cui territorio si trova l'ente interessato dallo scioglimento, limitatamente al primo turno elettorale successivo allo scioglimento stesso”, svuota la norma stessa di un qualsiasi significato effettivamente e coerentemente inibitorio.

Per l'identico motivo, come affermato in occasione delle elezioni comunali a Mongiana, è stata pacifica ed incontestata la candidatura degli amministratori destinatari degli effetti dello scioglimento degli organi. Sarebbe semplicemente irrealistico immaginare che nel lungo periodo di commissariamento (oltre due anni) non venga indetta una tornata elettorale amministrativa nella regione di appartenenza. La norma, non precisando affatto il collegamento degli "incandidabili" con l'ente sciolto, non appare agevolmente invocabile a sostegno della tesi contraria alla candidabilità. La modifica legislativa del 2011, che ha voluto più stringente l'accertamento finalizzato allo scioglimento, sembrava avesse inteso mettere un contrappeso, la sanzione amministrativa dell'incandidabilità, che però si è rivelata fittizia e quindi fallace. Gli amministratori rimossi possono legittimamente tornare subito dopo la l'organo straordinario, a riprendere la gestione dell'ente, solo temporaneamente sospesa, con l'assunione dei pieni poteri spettanti sulle scelte politiche, potendo anche revocare gli atti commissariali scomodi o incoerenti col progetto di continuità amministrativa.

Cui prodest?

Maria Cirillo

24 luglio 2014

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