"LA POLITICA DEL MINI-COMPROMESSO "

Moderni sistemi ed antichi problemi di giustizia ed equità

 

È un dato di fatto inoppugnabile che sia fortemente avvertito tra la gente un affannoso desiderio di tempi migliori, di politiche pubbliche e parapubbliche improntate a criteri che siano a misura e beneficio dell'individuo e non del solo profitto. Forse davvero in questa nostra nazione lacerata dalle disuguaglianze che l'hanno impoverita, si fa strada la speranza di ricevere sostanziali benefici. I progressi sono certamente modesti, però si presentano come il frutto di una contaminazione politica che non si registrava da diversi decenni. Nonostante il caos generale e tanta diffidenza, sembra affacciarsi una sensazione timidamente speranzosa sul manifestarsi di una sorta di conciliazione tra gruppi politici, disposti a prendere atto delle enormi disuguaglianze, necessariamente da rimuovere. Certamente appare impossibile poter contare su capitani coraggiosi disposti al personale sacrificio, come lo fu Nelson Mandela per il suo Sudafrica, esempio per il mondo nonostante provenisse da una famiglia potente ed agiata. Impossibile ed incompatibile anche un ipotetico sogno rivoluzionar-romantico, imbrigliati come siamo nella rete di un falso liberismo al servizio di multinazionali e finanza. I valori sociali, benché costituzionalmente esaltati, sono stati svenduti dall'egoismo e piegati alla causa del potere economico di pochi.

Tuttavia i giorni nostri qualche squarcio di novità pare che ce la stiano offrendo. Non sono tempi di "un" sovrano sul trono, ma piuttosto un proficuo e pacificatore governo, attento e coscienzioso. I più accorti regnanti del passato monarchico affermavano che il potere del trono va restituito a dio e che il potere stesso non possiede sudditi, ma governa un popolo. Questo dovrebbe essere il grande messaggio, anche laicamente interpretato, sul ruolo e sulle finalità dei governanti.

Occorre Verità e Onestà per riconciliarsi. Di tale genere è la sfida, che necessita l'ammissione degli errori e la loro riparazione; sfida a cui sono chiamati gli attuali incaricati del popolo. A partire da Enrico Letta e Matteo Renzi, con il contributo degli Alfaniani e degli altri attivisti di buona volontà, ma anche di quei Movimenti che credono che sia il caso di rinunciare ella propaganda e darsi un po' da fare, ora che finalmente si può. Tutte le rappresentanze, specie quelle della protesta, come il Movimento di Grillo, quello dei Forconi ed altri portatori di radical-politicians, hanno il dovere morale di adoperarsi per la giustizia sociale, non solo di specularci sopra. La politica, anzi prima di tutto i politici, insieme alla classe dirigente italiana nella sua accezione più ampia, guardino dentro il loro scrigno ricolmo di privilegi e lo sgomberino del supermaltolto, a beneficio di chi ha tanto sofferto in questi anni di razzi . Oggi le persone non sono più disposte ad attendere il peggio. Un nuovo dado è stato tratto dopo quasi venti anni di governo monocomando e monolitico. Le fila politiche sono in mano ad un raggruppamento un po' più variegato, in cui la monoliticità decisionale, anche se dovesse divenire metodologica, non può che rappresentare un po' di più il popolo e le sue esigenze.

Non è più tempo di giocare a pupi e fantocci, ma neppure di esaltare profezie di puro socialismo avulso dalla realtà; anche memori delle non lontane esperienza che hanno scritto la fosca storia e le deformazioni degli assolutismi nel mondo. È perciò urgente operare per mettere fine alle disgregazioni sociali, ripensando radicalmente i metodi, finora solo forieri di squilibrio sociale eccessivo e di totale povertà.

Non si può, peraltro, non pensare chela realizzazione della giustizia sociale deve valicare i confini nazionali ed europei, per sbarcare nel mondo, privilegiando la fratellanza universale, condita o non dall'ideale divino, che tuttavia non guasterebbe, in quanto sarebbe certamente portatrice di quella giustizia umana, la cui speranza ci è stata portata da Cristo in persona. In un mondo ispirato agli insegnamenti di Gesù, come ogni giorno ci raccomanda il Papa, forse ci sarebbero ugualmente gli insoddisfatti e gli sfruttatori, ma non vi sarebbe il clima arroventato di oggi.

Maria Cirillo

15 Dicembre 2013

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