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Serafino Maiolo

Serafino Maiolo, illustre scrittore fabriziese, nacque il 7 maggio 1911 a Laureana di Borrello. Fabrizia fu per molti anni la sua culla con la sua cara famiglia e fu poi il luogo, quasi elettivo, della sua dipartita, a soli 55 anni. Studiò e si laureò a Roma in Giurisprudenza. Visse parte della sua vita in Lombardia ed in altre città del Nord Italia.

I romanzi da lui scritti, che per noi fabriziesi hanno rappresentato il piacere di riscoprisi, sono soprattutto "Ciaramaca" e "C'è ancora una stella". Quest'ultimo, in particolare, è stato ripubblicato nell'anno 2005 a cura dell'Amministrazione comunale guidata dall'Avv. Giuseppe Mario Aloi. La scelta è stata sicuramente consigliata dal fatto che questo romanzo è sempre stato molto apprezzato localmente e non solo. Infatti tutti i nostri emigrati hanno amato ed apprezzato lo scritto fin dalla sua uscita, ma pochi erano coloro che avevano avuto la fortuna di possederne una copia. E' stato un romanzo molto amato forse perchè esso si presentava molto fruibile, con le sue descrizioni ed immagini nitidamente rappresentate tali da essere capaci di prospettare il lettore nell'immediata e fedele fruizione dell'ambiente paesano, che lo scrittore ha descritto con la sensibilità di un creatore che, pur romanzando la sua creatura, intende rispettare appieno la sua peculiare paesanità.

Altri romanzi, molto famosi ed apprezzati dalla critica e destinatari di premi letterari furono, soprattutto, "I vinti", "Quartiere Sant'Agnese", "La stella dei poveri", "Violette di Parma".

Serafino Maiolo scrisse, però, oltre ai romanzi, dei quali alcuni inediti (come "Cristo non si ferma" e "La maestrina va in montagna") anche saggi e libri scolastici di educazione civica. Tra i saggi critici ricordiamo "Riabilitazione di Fra Galdino", "Taverne ed osti dei Promessi Sposi", "Pagine Manzoniane" ed altri saggi e studi dai quali si rileva chiaramente la sua passione per la cultura e soprattutto per l'Opera del grande maestro Alessandro Manzoni.

Voglio concludere col dire che, viste le premesse e considerata la personalità culturalmente eclettica dello scrittore Serafino Maiolo, la perdita in tal giovane età di un sì grande personaggio che ha portato sempre con sè la natura fabriziese, ha certamente troncato un percorso che avrebbe potuto giungere a vetta ben più alta con la maturità che, purtroppo, è stata interrotta sul nascere, improvvisamente, per volontà di quella che lui ha chiamato la "stella " "che protegge le sofferenze della mia gente".

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