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BACHECA SOCIALE FABRIZIESE

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Francesco Daniele, ucciso per una manciata di euro.

Francesco Daniele, ucciso per una manciata di euro.

Fabrizia ha ricevuto una nuova triste notizia, la violenta morte del giovane Francesco Daniele, ucciso, a quanto pare, per una manciata di stupidi euro. Anche se questa manciata di euro avessero rappresentato una questione vitale, nascente da un'estrema povertà, un crimine che fa fuori la vita di una persona non merita umana assoluzione. Si tratta di un perverso ed imperdonabile crollo nella più cupa barbarie, secondo un copione di sopraffazione fisica dell'uomo contro il proprio simile, effetto evidente della caduta morale e civile. Lo stiamo verificando, attraverso la frequente cronaca ridondante di notizie di atti estremi e disperati, dietro i quali molto si nasconde un grave disadattamento, tanto da indurre a sostenere la tesi attestante che “la delinquenza è primariamente una malattia sociale”.

Se quegli maledetti 300 euro sono stati la causa della privazione della vita del povero Francesco, allora vuol dire che c'è veramente tanto che non va in questa società. Chi ha tanti averi e chi non ha nulla. Ma le conseguenze di gesti inconsulti, effetto della disgregazione e dell'ingiustizia, diventano guerra di sangue tra poveri. Non ci si capacita al pensiero che un modesto gruzzoletto proveniente da una banale vincita alle slot-machine, potesse diventare motivo di tal ira da parte di chi, altrettanto banalmente e fortuitamente, aveva invece perso i suoi soldi, che volontariamente aveva messo in gioco.

Un'assurda vicenda, verosimilmente una rapina finita in tragedia, una stoltezza estrema ed insensata ha causato la morte di un giovane e fatto sprofondare in smisurato dolore la famiglia Daniele. Certamente Francesco era un normalissimo bravo artigiano che speranzosamente tentava la fortuna, non un ricco scommettitore a caccia di emozioni.

Il dolore sarà difficile da lenire, ma l'accertamento della verità consentirà almeno di quietare quel bisogno umano di giustizia, se non altro per dare certezza di nomi e movente dell'immane tragedia. Ciò che per ora è stato accertato, secondo la pubblica cronaca, è che Francesco Daniele è stato ucciso con due colpi di pistola – che pare sia stata ormai ritrovata – uno alla testa e uno al torace, come confermato dall'autopsia sul povero corpo ritrovato esanime nelle campagne di Verrua Savoia, tra le province di Torino e Vercelli.

Il grave lutto che ha colpito a Crescentino e Fabrizia i familiari, ha scosso profondamente anche tutti gli amici e conoscenti.

 

La Signora Fazio Antonuzza

madre del Sacerdote Don Vincenzo Maiolo è tornata al Padre Celeste

La Signora Antonuzza Fazio è andata al Padre

Un'età ragguardevole e sempre piena di dedizione al dovere ed all'insegnamento dei valori umani e divini verso i suoi cari ma anche verso tutti coloro che la frequentavano: questa è l'estrema sintesi di un vita meritevole che ha dato un sacerdote alla comunità. La signora Fazio Antonuzza si è spenta avendo superato la soglia dei novant'anni, confortata dall'affetto dei suoi cari e con la consolazione della presenza costante spirituale e fisica del figlio Don Vincenzo Maiolo, titolare della Parrocchia della Madonna del Carmine di Fabrizia. Non solo quasi tutto il paese è stato presente alle esequie nella Chiesa Matrice, ma giunsero a Fabrizia numerosi sacerdoti dei dintorni, per concelebrare insieme a Don Vincenzo ed al Vicario del Vescovo, incaricato di sostituirlo essendo egli impossibilitato per impegni inderogabili.

Il cordoglio per la perdita di persone morigerate e perbene, lascia nel cuore di tutti un vuoto che può essere riempito solo spendendosi per buone ed oneste azioni.

Fabrizia©maggio 2013

 

Il Signor Rullo Raffaele,

travolto da un'assurda disgrazia

 

Il Signor Rullo travolto da un'assurda disgrazia

Pensionato dedito alla famiglia, che non ha mai tralasciato di darsi da fare per vivere una dignitosa vita industriosa, è stato travolto da un immane destino, atroce e spietato, che non ha concesso via di scampo. Un lavoro che ha sempre fatto, quello di tagliare la legna con il motosega personale, è stato stavolta l'artefice della sua crudele fine. Il maledetto arnese, probabilmente sfuggito accidentalmente dal controllo meccanico e fisico, ha tranciato la vita del Signor Raffaele Rullo. Lo sfortunato pensionato, due volte vedovo ancora giovane, col peso dell'educazione dei figli, ha sicuramente usato come al solito quell'attrezzo a lui familiare; ma l'imponderabile si è impadronito della parte della sua esistenza che probabilmente ora iniziava ad essere di più tranquillo procedere. Invece la sua vita è stata violentemente troncata nell'esercizio del giusto lavoro quotidiano, anche per un pensionato con l'amore per la vita campestre. Quel lavoro che, a qualsiasi età, è l'unico mezzo che da la visione reale della dignità umana. Risulta difficile pensare che sia stata l'inesperienza e tanto meno l'incuria, ma il corso temporale del vivente muove senza sosta verso un destino, per ciascuno, quasi vincolato.

Fabrizia©maggio 2013

 

Omelia episcopale a Fabrizia per la morte della madre del Sacerdote Don Bruno Cirillo

Omelia episcopale per la morte della madre del Sacerdote Don Bruno Cirillo

Anzitutto, dal punto di vista umano, si sente il bisogno di esternare il cordoglio per la dipartita della Signora Rosina, che ha avuto il merito ed il dono di Dio di essere madre di un sacerdote.

Il Reverendo Don Bruno Cirillo ha potuto godere dell'eccelso omaggio del creatore anche per merito dell'amore gratuito e privilegiato di una famiglia devota, graziata del dono della fede. La grande e maestosa Chiesa Matrice di Fabrizia era stracolma di amici vicini e lontani.

È stato straordinario, anche se fortemente ipotizzabile, che si sia potuto fruire della partecipazione del Vescovo, per l'estremo e fervido saluto a questa donna dedita alla preghiera ed alle attività pastorali, che ha gioito della la fortuna di veder nascere una vocazione sacerdotale nella sua famiglia. Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo della diocesi di Locri-Gerace, alla quale appartiene, per ministero, il Sacerdote Don Bruno, ha presieduto l'ufficio del santo funerale. È giunto a Fabrizia per portare parole di speranza, poiché la morte non è un traguardo fine a se stesso ma l'inizio della nuova vita con Dio.

Numerosi altri amorevoli sacerdoti, tra i quali non si poteva non notare Don Pino Strangio, hanno partecipato alla celebrazione delle esequie, rendendo onore all'orgoglio della comunità Fabriziese che, fortunatamente, ha dato un notevole apporto alla sfera vocazionale. In questo momento storico di chiara crisi delle vocazioni sacerdotali, il paese di Fabrizia rappresenta una positiva eccezione. Infatti, la Chiesa cattolica beneficia, oltre che del ministero di Don Bruno Cirillo, anche di quello di Don Massimo Nesci, nonchè di due locali sacerdoti: Parroco Don Vincenzo Maiolo ed Arciprete Don Raffaele Latassa.

Fabrizia 13 dicembre 2012©

 

Una morte inaspettata:

Costa Carmelo

è partito per il viaggio di pace eterna

 

 

Una morte inaspettata: Costa Carmelo è partito per il viaggio di pace eterna

Un grande dispiacere ha pervaso questo paese per la morte inaspettata e tragica del caro compaesano Carmelo Costa. Lo ricordiamo come bravo artigiano e gran lavoratore, dedito alla famiglia ed al mestiere che svolgeva con vera passione. Veniva individuato col soprannome de “lu vithraru”, perché il suo lavoro, oltre che di falegnameria e carpenteria, sua prima arte, si era ampliato all'attività di lavorazione di arredi complementari in vetro e simili.

Morte sul lavoro, onore e vanto di una fine, tuttavia prematura e senza senso. Non rimorsi e neppure profetiche ipotesi su come il destino potesse essere scansato; ma parole di conforto a chi gli volle e gli vuole bene per condividere la consapevolezza che la nostra esistenza non è esclusivo dominio nostro. La saggezza nascente dall'esperienza umana è utile alla comprensione di alcune cose, ma non di tutto. Non è perfetta ed, anzi, deve sottostare all'esistenza di un organico destino umano, che può non essere quello tradizionalmente individuato come “già scritto”, ma che, comunque, discende dalla nostra indole e natura, causa primigenia del nostro modo di vivere questa vita. L'oscuro ed impellente comando che ci sprona ogni istante della nostra vita, ha il potere di creare le condizioni e le basi del nostro destino. Se non ci limitiamo a tributare valore soltanto a questa parte della nostra esistenza, cioè quella terrena, è probabile che riusciremo a superare lo scoglio della disperazione per appropriarci di una speranza più completa e duratura, con la presenza attiva del nostro Dio che non ci abbandona al solo destino umano.

Fabrizia 28 novembre 2012©

 

 

 

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